La plastica biodegradabile derivata da risorse rinnovabili (a base d'amido di cereali, di zuccheri di barbabietola, di PLA, di PHA) appare da molti anni sul mercato come una nuova generazione di polimeri. Lascia intravedere importanti e numerose applicazioni in particolare nell'imballaggio e per prodotti a breve durata di vita.
Questi materiali appaiono come la risposta alla ricerca di alternative alle materie plastiche d'origine fossile. Questi materiali rispondono pienamente al criterio di rispetto dell'ambiente e rispetto delle nuove emergenti regolamentazioni.
Oggi, la quantità di queste materie plastiche è ancora molto bassa (attorno a 150.000 tonnellate, comparate con le 150.000.000 tonnellate che corrispondono alla produzione mondiale di materie plastiche nel mondo) ma dovrebbe aumentare in modo considerevole nei prossimi anni. Tuttavia, domande si pongono ancora sul valore ecologico reale di questi materiali, sulle loro proprietà fisiche, come la permeabilità e la biodegradabilità e le loro proprietà in termini di trasformabilità.
Nell’ambito del progetto Inter-plast i partners si propongono di:
- identificare le varie famiglie di biopolimeri, derivati da risorse rinnovabili, disponibili sul mercato. Per rispondere al massimo alla domanda industriale, è necessario infatti fornire ai trasformatori un elenco esauriente dei materiali disponibili su scala industriale, come pure le proprietà associate a ciascuno di loro.
- identificare le norme e i metodi di valutazione associati ai biopolimeri. Infatti, attualmente, la biodegradabilità dei materiali è disciplinata da diverse norme che corrispondono al mezzo ed alle condizioni di deterioramento (aerobio, anaerobio, in mezzo acquoso o no). Così, l'analisi precisa di questi metodi permetterà di definire un programma preciso di qualificazione di questi materiali.
- individuare il valore ecologico delle famiglie di biopolimeri identificate. Benché alcuni dati siano disponibili sulle analisi di cicli di vita dei biopolimeri, questi studi sono spesso isolati, parziali o incompleti e non permettono di comparare i materiali tra loro, in maniera seria ed imparziale.
Questa fase si baserà sui dati disponibili della letteratura (pubblicazioni, documentazioni dei fornitori). Le informazioni raccolte saranno confrontate. Le varie ipotesi saranno verificate. Così, in un secondo tempo, per tutte le famigli identificate, sarà possibile comparare dati e risultati ottenuti in maniera omogenea.
- studiare la trasformabilità dei diversi materiali identificati. I metodi considerati saranno l’estrusione e l'iniezione. Questa fase contribuirà a mettere a disposizione degli utenti potenziali, dati complementari ed indipendenti dalle schede tecniche brevi generalmente fornite dal fornitore di biopolimeri.
- misurare la biodegradabilità dei biopolimeri forniti. Le varie fasi di questo studio si articolano in molte tappe:
- convalida dei protocolli di misure della biodegradabilità
- messa in opera delle prove nelle condizioni identificate
- raffronto e confronto dei risultati tra ogni famiglia di biopolimeri, rispetto ai dati bibliografici rilevati
- discussione critica dei risultati e messa in relazione con un capitolato d'oneri per un'applicazione potenziale.
- studiare in modo comparato le proprietà meccaniche e fisico-chimiche dei materiali plastici biodegradabili.
- studiare la fattibilità industriale in alcuni casi d'applicazione.